La scia supera lo scrutinio di legittimità costituzionale

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 164 del 27 giugno 2012, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale avanzate dalla Regione autonoma Valle d’Aosta e dalle Regioni Toscana, Liguria, Emilia Romagna e Puglia, in riferimento alle norme che hanno introdotto e disciplinato la SCIA, nonché l’applicazione di questo istituto all’attività edilizia.

La Corte Costituzionale non ha condiviso le censure avanzate dalle Regioni, innanzitutto perché la SCIA sostituisce (e quindi si pone in rapporto di continuità) con l’istituto della DIA, con lo scopo di rendere più semplici le procedure amministrative e alleggerire il carico degli adempimenti gravanti sul cittadino nei procedimenti di abilitazione all’esercizio di attività per le quali sia necessario un controllo della pubblica amministrazione; in attuazione del principio di semplificazione che, già radicato nell’ordinamento italiano fra i principi fondamentali dell’azione amministrativa, è altresì di diretta derivazione comunitaria (direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi nel mercato interno, attuata nell’ordinamento italiano con decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59).

fonte: www.periti.info

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